ANCÓRA



È del vento il mio presente

È della paura di esistere che mi ha chiuso in casa

Del tempo che passa e che non tornerà mai più

Della morte che avanza ogni giorno e non si sa

dove stia nascosta

È di un insetto chiuso in un buco la mia vita

Di un raggio di sole che si arrende alla nebbia senza sosta

Di un eterno rimandare ad un futuro che si allontana

Di un presente che si dilata oltre il confine della voglia

Di esserci ancora

Non darò forza a tutto questo

Mi metterò scarpe spesse abbastanza e, come ogni giorno,

attraverserò la palude desolata per andare a raccogliere

un metro cubo di aria fresca

So che esiste oltre la coltre opaca

So che io sono molto più solido di tutto questo

E che un giorno ritroverò

la leggerezza di esserci ancora


L'EREMITA


Questa poesia la scrissi un anno fa, il 19/05/2019.

Ero bloccato da tempo. Non riuscivo a lanciarmi in niente e sensazioni che già avevo dentro dai 16 anni in su tornavano violente a galla.


Sono sensazioni di cui mi sono sempre vergognato e che mi isolavano ricorrentemente dagli altri. Ci fu però certamente un momento in cui decisi di dare valore a quelle emozioni. Che sono si segno di stanchezza ma anche un urlo a prendersi in mano la propria vita.


Non è facile farlo. Ci sono mille paure che ci bloccano. Paure di tutti i tipi. Paura di non essere capiti, paura di apparire troppo egocentrici, paura di ferire gli altri, paura di non farcela, paura di perdere le persone che ami...


Ognuno ha il suo vissuto che può portare a tutto questo. E a volte quelle paure possono durare anni e bloccarci senza che noi riusciamo mai a uscirne fuori. E ci perdiamo in un presente che non ha valore. Questa è certamente la storia del mio nuovo singolo L'Eremita

(clicca sulla foto del singolo per vedere il video (ma prima leggi tutto il blog) )



LA SPINTA E IL BISOGNO DI ESSERCI ANCÓRA


È passato poco più di un anno da quando scrissi "Ancóra". 5 giorni dopo fu il mio compleanno e la mia ragazza mi organizzò una festa a sorpresa. Ero stanco e depresso ma, complici l'alcool e una serie di amici importanti che quella sera erano li con noi, imparai a tenere a bada le mie ansie e a godermi più o meno la serata.


Quella sera mi regalarono un buono per cominciare a registrare il mio album solista. Erano anni che non riuscivo mentalmente a compiere il passo di mettermi a fare musica a nome mio per mille ragioni. E, un po economicamente, sicuramente molto psicologicamente, è grazie a quella spinta e all'amore di chi mi sta accanto che cominciai a mettermi nel cammino in cui mi trovo adesso. Per me un anno fa sarebbe stato assolutamente inconcepibile trovare la forza di scrivere questo blog alle 6 di mattina, o di arrivare a fare pubblicare un mio video su La Stampa. E invece adesso sono qui e non ho più voglia di dormire.


Tornerò probabilmente a scrivere ancora di quelle emozioni. Ma quantomeno oggi so che non bisogna vergognarsi mai della propria stanchezza o quella stanchezza rischia di diventare un presente senza fine. La si può condividere con gli altri, non c'è niente da nascondere e quando accetteremo con noi stessi quella stanchezza, impareremo a riconoscerla anche negli occhi degli altri.


E allora forse passerà anche il bisogno di fuggire lontano e...piano piano...risorgerà dalle nostre labbra una piccola ma potentissima parola: ancóra


Il mio EP "LONTANO" è in uscita il 13 ottobre prossimo...vi aspetto !



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©2020 di Emanuele Bozzini